Appunti sul Personal Branding

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Appunti sul Personal Branding

l personal branding è l’attività con cui prima si consapevolizza e poi si struttura la propria marca personale. Può essere definito come ciò che viene detto, sentito e pensato a livello collettivo dalle persone su di voi e sui servizi che offrite, nella vostra vita professionale e non.

Empowerment = Potenziamento -> fioritura personale .> cambiamento

Growth mindsetla mentalità tipica di chi sa di poter coltivare le proprie qualità attraverso impegno, strategia e aiuto da parte degli altri -> futuro del lavoro -> reframe

Il Growth Mindset è un concetto molto potente che si applica profondamente alla crescita personale, alle piccole imprese, allo sport e persino ai bambini.

La prima persona a parlarne è stata Carol Dweck, professoressa di psicologia all’università di Stanford e autrice di Growth Mindset, e lo definisce come una convinzione. “In una mentalità fissa, le persone credono che le loro qualità di base, come l’intelligenza o il talento, siano semplicemente tratti fissi. Passano il tempo a documentare la loro intelligenza o il loro talento invece di svilupparli. Credono inoltre che il talento crei da solo il successo, senza alcuno sforzo. Si sbagliano”.

Developing a Growth Mindset with Carol Dweck

In una mentalità di crescita, le persone credono che le loro capacità di base possano essere sviluppate attraverso la dedizione e il duro lavoro: il cervello e il talento sono solo il punto di partenza. Questa visione crea un amore per l’apprendimento e una resilienza che è essenziale per ottenere grandi risultati. Praticamente tutte le grandi persone hanno avuto queste qualità”.

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Appunti che aiutano a scrivere il curriculum vitae

Nome e cognome 

  • n cell
  • mail (indirizzo professionale, es. mariabianchi@gmail.com)
  • residenza (o domicilio, quando può essere utile per accompagnare la disponibilità al trasferimento)
  • luogo e data di nascita? 

(nei paesi del Nord Europa, foto e data di nascita sono sconsigliati) 

  • icone social media e QR Code https://app.qr-code-generator.com per inserire info (es. video cv, articolo, sito personale, portfolio)
  • a scelta, si può indicare l’iscrizione al collocamento mirato (L.68 – agevolazioni fiscali in caso di assunzione)

Foto: non è obbligatoria. Se scegli di inserirla, è preferibile che sia in alta risoluzione, con sfondo neutro oppure pertinente con l’attività per la quale ti stai candidando

Esperienze lavorative  

Stile: con elenco facilitato oppure discorsivo?

Cifre e fatti Risultati e traguardi raggiunti daranno valore al contenuto: trovi spunto in questo articolo con ben 28 esempi di risultati misurabili 

Referenze: se ci sono, rappresentano un plus e puoi indicarle alla fine delle competenze, per ogni esperienza

Cv mirato e personalizzato (Keyword) 

Qui c’è un riepilogo di verbi d’azione suddiviso per settore professionale. In inglese è ancora più dettagliato e si presenta suddiviso per settore di attività.

Per la descrizione delle competenze puoi consultare i repertori professionali:
qui trovi quello della Regione Lazio. In ogni regione ce n’è uno. 
A livello nazionale, trovi l’Atlante del lavoro.

Tono di voce e SEO 
Annunci di lavoro e siti ottimizzati in ottica SEO sono ottime risorse per la ricerca di parole chiave legate al ruolo di tuo interesse: da qui puoi costruire un tono di voce professionale!

Formazione 
Parti dall’ultimo titolo di studio conseguito 

Esperienze all’estero 
anche se brevi e non legate ad esperienze lavorative, descriverle nei dettagli relativi a progetti e conoscenze apprese, darà valore aggiunto al tuo curriculum

Corsi individuali
per evitare ridondanze, parti dal titolo dei corsi e valorizza solo quelli che valuti pertinenti con la posizione lavorativa per la quale ti stai candidando

scegli se ti conviene indicare prima le competenze linguistiche o quelle informatiche e digitali: cosa può essere più strategico per te, pensando al ruolo per il quale ti stai candidando? 

Competenze linguistiche 

per ciascuna lingua, indica il tuo livello di conoscenza (es. A1, A2 etc.) ed eventuali certificazioni: se non ci sono, puoi autovalutarti attraverso i test delle università online, es. Cambridge, Oxford

Competenze informatiche
indica solo le applicazioni che sai utilizzare 

Interessi personali
Non sei solo il tuo lavoro. 
Gli interessi personali possono essere informazioni utili che contengono le competenze trasversali. 
Sì quindi a sport/discipline praticati, volontariato – specificando nome dell’ente, le competenze maturate e per quanto tempo

Autorizzazione al trattamento dei dati personali

non è più obbligatorio inserire l’autorizzazione al trattamento dei dati nel CV ma è utile farlo per due ragioni (Fonte Indeed)

  • Consentire al trattamento dei tuoi dati personali permette ai recruiter di contattarti direttamente ai fini della selezione. Se l’autorizzazione non fosse presente, ti dovrebbero contattare prima per il rilascio del consenso, passaggio che rallenta il processo di selezione e che molte volte porta direttamente al punto che ti elenchiamo di seguito.
  • Lo scarto. I curriculum sprovvisti di consenso sono spesso i primi ad essere scartati! Questo proprio perché così facendo si evitano di creare tempistiche più lunghe del dovuto per la selezione dei candidati e delle candidate.
  • Autorizzo il trattamento dei miei dati personali contenuti nel curriculum vitae in base all’art. 13 GDPR 679/16.

                                                       Firma

Errori o refusi Rileggere ad alta voce il tuo cv, ti aiuterà a trovare eventuali refusi.

In alternativa, chiedi ad una persona di tua fiducia, con occhi di falco, di leggerlo 😉    


Appunti per la scrittura di una lettera di presentazione

La sua struttura, in 15/20 righe, con un linguaggio semplice e diretto ci consente di 

  • mettere in evidenza le competenze più importanti
  • mostrare come la nostra esperienza si adatta al ruolo
  • spiegare eventuali buchi nel Cv
  • esprimere la nostra motivazione
  • dimostrare di aver fatto le nostre ricerche sull’azienda

Per iniziare

In alto a sinistra puoi indicare il tuo nome e cognome, n. telefono e mail – a destra, potresti personalizzare con il nome della persona che leggerà, indicando il nome dell’impresa.


Esempio

Mario Rossi

+393456789632

mariorossi@gmail.com                                                                          

                                                                                                                  Alla c.a. gent. dott.ssa 

                                                                                                                  Maria Bianchi

                                                                                                                  Picnic SpA

data

Gentile Dott.ssa Bianchi,

Frase di apertura – In un’autocandidatura: scrivi come sei venuta o venuto a conoscenza dell’azienda (persona in comune, contatto via LinkedIn, website, evento). Oppure, se stai rispondendo ad un annuncio, puoi riportarlo.

Chi sei – Presentati (breve descrizione personale e della tua professionalità – scegli tra le tue competenze quelle che vuoi mettere più in evidenza).

Motivazione – Perché scrivi proprio a lui o lei 

Perché vorresti lavorare in quell’azienda: potresti prendere ispirazione da informazioni che la riguardano, via Google, scovare tra progetti o prodotti, oppure servizi, valori che emergono dai contenuti del loro sito – insomma, qualcosa che faccia capire che ti sei presa o preso del tempo, hai riservato attenzione e non stai spammando il tuo Cv).

Ricorda che stai offrendo valore: cosa pensi di portare in dote per quel contesto?

Chiusura (call to action) 

Offri la tua disponibilità ad un incontro per esplorare una possibile collaborazione.

Saluti, firma (in penna dà senso di autenticità). 

Strumenti

Template gratuiti per scrivere una cover letter li trovi qui

Per tenere traccia delle candidature qui c’è un report che puoi duplicare


da leggere

Comunicare e scrivere per lavoro – Roberta Zantedeschi

Il sistema dei valori

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Come promesso, un po’ di teoria. In particolare la teoria dei valori di Shalom Schwartz. Questa la sintesi, venerdì prossimo magari ne parliamo a voce. Potete fare ulteriori ricerche in rete, trovate moltissimo.

Attualmente una parte importante della psicologia del marketing sta riflettendo sul concetto di valori (Bosio 2006; Kotler e Keller 2007). Parliamo in questo contesto di “valori psicologici” in quanto la riflessione della psicologia sul concetto di valore è molto diversa da quella economica presentata finora: i valori in psicologia sono infatti descritti come dei riferimenti ideali che guidano la vita di ogni persona indicando il fine dell’attività umana (Rokeach, 1973).

In questa visione i valori sono rappresentazioni cognitive di tre diversi tipi di necessità (Schwartz, 1994): i bisogni di natura biologica di cui parla Maslow, le comunità di pratiche che consentono gli scambi interpersonali (di cui parleremo nel paragrafo successivo) e gli obblighi socio-istituzionali che garantiscono alla società il bene comune e la sopravvivenza. I soggetti imparano a gestire tali tipi di necessità proprio attraverso le rappresentazioni cognitive offerte dai valori. In quest’ ottica i valori sono (Schwartz, 1994):

una credenza o convinzione riguardanti obiettivi desiderabili o modalità di comportamento, che trascende le situazioni specifiche e guida le persone nella selezione e nella valutazione degli eventi

Le riflessioni più interessanti su questi temi per il mondo del marketing arrivano da due autori: Milton Rokeach e Shalom Schwartz.

Rokeach (1973) è il primo studioso a differenziare i valori in due categorie: terminali e strumentali. I valori terminali, più importanti, sono mete generali dell’esistenza mentre quelli strumentali rappresentano invece dei mezzi per raggiungere i valori terminali. Per esempio “essere ambizioso” è un valore strumentale al valore terminale “avere successo”.

Rokeach sottolinea inoltre come i diversi valori siano integrati in un sistema valoriale organizzato e strutturato gerarchicamente che guida e determina le azioni e gli atteggiamenti verso oggetti e situazioni. Per questo, un obiettivo del marketing deve essere la comprensione della struttura dei valori dei consumatori che vuole raggiungere: un prodotto congruente con i valori incarnati dal soggetto avrà più possibilità di attivare comportamenti di acquisto e di consumo.

Un’ulteriore analisi delle caratteristiche del sistema valoriale arriva dalla Teoria della Struttura Psicologica Universale dei Valori elaborata da Shalom Schwartz (1992, 1994). Questo psicologo ha infatti dimostrato l’esistenza di un sistema motivazionale comune agli individui di tutte le culture (vedi Figura 37 e Tabella 7) che guida le scelte individuali.

Il sistema proposto da Schwartz è composto da dieci valori (Universalismo, Benevolenza, Conformismo, Tradizione, Sicurezza, Potere, Successo, Edonismo, Stimolazione, Autodirezione) che formano un sistema organizzato caratterizzato da similarità e incompatibilità in grado di influenzare le scelte del soggetto.

ValoreDefinizioneValori StrumentaliContesto di Soddisfazione
UniversalismoApprezzamento e protezione degli individui e dell’ambiente, comprensione e tolleranzaGiustizia Sociale, Ecologismo, Uguaglianza, TolleranzaGruppi Organismo
BenevolenzaPreservazione e miglioramento del benessere delle persone con cui si è in contattoSupporto, Onestà, ComprensioneOrganismo Interazione Gruppi
ConformismoLimitazione ad azioni, inclinazioni e impulsi che possono nuocere ad altri o violare le aspettative e norme socialiEducazione, Obbedienza, OnoreInterazione Gruppi
TradizioneRispetto e accettazione di idee e pratiche proprie della cultura e della religione di riferimentoUmiltà, Devozione, AccettazioneGruppi
SicurezzaArmonia e stabilità della società, delle relazioni interpersonali e di se stessiOrdine, Rispetto, SicurezzaInterazione Gruppi
PotereControllo degli altri, status sociale e prestigioPotere Sociale, Ricchezza, AutoritàInterazione Gruppi
SuccessoAffermazione personale e dimostrazione delle proprie competenzeAmbizione CompetenzaInterazione Gruppi
EdonismoRicerca del piacere e della gratificazionePiacere, Divertimento, LeggerezzaOrganismo
StimolazioneEccitazione e ricerca di novitàAudacia, Eccitazione, SfidaOrganismo
AutodirezionePensiero autonomo e scelte indipendenti di comportamentoCreatività, Curiosità, LibertàOrganismo Interazione

Rokeach (1973) è il primo studioso a differenziare i valori in due categorie: terminali e strumentali. I valori terminali, più importanti, sono mete generali dell’esistenza mentre quelli strumentali rappresentano invece dei mezzi per raggiungere i valori terminali. Per esempio “essere ambizioso” è un valore strumentale al valore terminale “avere successo”.

Pubblicità

Impostazioni sulla privacy

Rokeach sottolinea inoltre come i diversi valori siano integrati in un sistema valoriale organizzato e strutturato gerarchicamente che guida e determina le azioni e gli atteggiamenti verso oggetti e situazioni. Per questo, un obiettivo del marketing deve essere la comprensione della struttura dei valori dei consumatori che vuole raggiungere: un prodotto congruente con i valori incarnati dal soggetto avrà più possibilità di attivare comportamenti di acquisto e di consumo.

Un’ulteriore analisi delle caratteristiche del sistema valoriale arriva dalla Teoria della Struttura Psicologica Universale dei Valori elaborata da Shalom Schwartz (1992, 1994). Questo psicologo ha infatti dimostrato l’esistenza di un sistema motivazionale comune agli individui di tutte le culture (vedi Figura 37 e Tabella 7) che guida le scelte individuali.

Il sistema proposto da Schwartz è composto da dieci valori (Universalismo, Benevolenza, Conformismo, Tradizione, Sicurezza, Potere, Successo, Edonismo, Stimolazione, Autodirezione) che formano un sistema organizzato caratterizzato da similarità e incompatibilità in grado di influenzare le scelte del soggetto.Teoria universale dei valori psicologici di Schwartz, 1994

A caratterizzare il sistema è la sua struttura circomplessa: i diversi valori si dispongono nello spazio seguendo un ordinamento circolare.

Per questo motivo la direzione e l’ampiezza della relazione tra i valori è una funzione della loro distanza lungo la circonferenza del circolo. Da una parte, i valori più “simili” si trovano in posizioni adiacenti. Dall’altra, la forza della relazione tra i valori si riduce all’aumentare della loro distanza e raggiunge il massimo valore negativo per le variabili che si trovano in posizione opposta lungo la rappresentazione spaziale. Attraverso questo sistema è anche possibile organizzare i dieci valori intorno a due diverse dimensioni bipolari a cui ogni soggetto tende preferenzialmente ad appartenere:

  • Autotrascendenza (Universalismo e Benevolenza) vs Autoaffermazione (Edonismo, Successo, Potere);
  • Apertura al Cambiamento (Autodirezione, Stimolazione, Edonismo) vs Conservatorismo (Conformismo, Tradizione, Sicurezza)

Per ciascuna dimensione bipolare, l’appartenenza a una categoria porta a considerare in maniera negativa i valori opposti. Per esempio, un soggetto che appartiene alla dimensione del conservatorismo tenderà a valutare negativamente l’utilizzo degli stivali UGG, che invece incarnano valori come l’Edonismo e l’Autodirezione. Per questo, il successo di un prodotto è anche legato alla capacità del marketing di collocare la dimensione valoriale del prodotto in maniera congruente con quella del consumatore di riferimento. Senza questo accordo, la propensione all’acquisto e al consumo sarà bassa o nulla.

 

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